Castelli rinascimentali, settecenteschi villaggi di pescatori, sterminati pascoli e resti di navi vichinghe: tutto in Danimarca sembra esser fuoriuscito dalle favole di
Andersen del quale, per inciso, è visitabile la tomba insieme a quella di altri personaggi del calibro di
Søren Kierkegaard o
Niels Bohr.
Ma Copenaghen, come tutte le grandi città, ha anche un lato oscuro della medaglia: una notevole multietnicità della popolazione ha ovviamente creato dei fenomeni di ghettizzazione o perlomeno di aggregazione razziale in alcune parti della città e quando questo fenomeno riguarda una fetta disagiata di persone ecco che si creano dei veri e propri quartieri non completamente raccomandabili.
Un esempio ne è la parte ad ovest della stazione centrale, qui di notte si può vedere il classico assortimento di tipacci e tipacce che siamo abituati a scorgere in tutte le nostre città.
Bisogna dire che, in ogni caso, si sono adoperati per cambiare le cose, nella stessa zona ad esempio comincia quello che era il quartiere a luci rosse della città, la quale fu, se non la prima, una delle prime a liberalizzare la pornografia. Dopo che l’interesse di molti turisti attratti da questo genere di liberalizzazione venne attratto da altri luoghi, ad esempio Amsterdam, la zona conobbe una decadenza progressiva. Negli anni 80 quindi, decisero di riqualificare tutta l’area rendendola attualmente una delle zone di maggior fermento notturno fra gli universitari e dove oggi ci sono alcuni dei locali più di tendenza, per fare un paragone con Torino si può dire che è come essere al
quadrilatero romano: bei locali e tanta bella gente, ma uscendo dal quartiere finisci nei peggio luoghi.
Un altro problema che vediamo nelle nostre città è lo spaccio; devo ammettere che, non essendo interessato, non mi sono messo a cercare se vi erano spacciatori, però su questo punto bisogna di diritto parlare di
Cristhiania.
Questa grande area che è tuttora proprietà dell’esercito racchiude una specie di mecca per i consumatori di droghe leggere di tutta Europa.
Negli anni 70 alcuni gruppi di
hippy decisero di occupare una base militare abbandonata, la cosa prese piede e quando verso la fine degli anni 70 il governo decise di sgomberare l’area dentro la base, vi erano un migliaio di persone che vi vivevano stabilmente.
Si sfiorò ovviamente la guerriglia, quindi per evitare rischiosi tafferugli il governo decise di dichiarare tutta l’area “esperimento sociale” per cui al suo interno gli abitanti avrebbero potuto vivere secondo le loro regole, ferme restando alcune leggi cardine.
Tuttora l’autoproclamatasi “città libera di Cristhiania” è una questione aperta, ma di fatto è una delle attrazioni turistiche più visitate, data anche la libera vendita e il libero consumo di tutte le droghe leggere.
Negli ultimi due anni i venditori di Pusherstreet (un nome esplicativo), come gesto di distensione verso il governo, hanno demolito le casupole fisse che servivano da negozi di stupefacenti.
Ad oggi quindi, per quel che ho visto, le droghe vengono vendute in delle specie di dehor, non fissi, dove fanno bella mostra di se panetti di hashish, canne già pronte e girate vendute a peso ed ogni genere di droga leggera.
Benché all’ingresso si veda un cartello con scritto “We Say NO to Hard Drugs” e che io personalmente non ne abbia scorto la presenza, mi sembra strano che nei parchi di Cristiania non ci sia qualcuno che faccia il furbo. E' sicuramente un luogo che merita una visita essendo molto caratteristico e non preoccupatevi, di giorno non c’è alcun rischio a passeggiarvi dentro.
Solo un'ultima cosa, sono vietate le fotografie, infatti benché tollerato dal governo, lo spaccio, è comunque considerato illegale: troverete cartelli con scritto "no zone photo" un po’ in tutta Cristiania, pare che se vi trovano a far foto vi resettino la macchina fotografica, dipinti, ritratti e tutte le altre forme d’arte sono invece le ben accette.
Ecco qua, benché ci siano ancora altre mille cose da dire a riguardo di questa bella città, come le svariate fabbriche di birra, smetto di tediarvi e rimango con la speranza di avervi fatto venir voglia di andar a far visita alla sirenetta.
Così poi mi potrete dire se condividete le mie impressioni.
Buon viaggio a tutti!